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Interdizione – ex art. 414 e s.s. c.c. e art. 712 e s.s. c.p.c.

COSA E’        
L’interdizione e’ l’istituto tradizionale, di ampia tutela dell’incapace, ormai di residuale applicazione siccome richiede una vera causa civile e la pronuncia della sentenza collegiale dichiarativa dell’interdizione, con tempi più lunghi e maggiori esborsi per la necessità di un difensore.
Possono essere dichiarati interdetti i soggetti con gravissimi disturbi psichici, oppositivi anche nei confronti dell’amministratore, di tal che occorre intervenire in maniera più rigida nella completa limitazione esclusione di ogni loro iniziativa di carattere patrimoniale o personale che sarebbe lesiva dei loro stessi interessi.
Solitamente il tutore o il curatore sono scelti nell’ambito familiare, così come avviene per la nomina dell’amministratore di sostegno; infatti, possono essere nominati: il coniuge (o la persona stabilmente convivente), il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella, ed i parenti entro il quarto grado. Qualora tale scelta non sia possibile, per motivi di opportunità o altro, l’amministratore e’ nominato tenuto conto dell’esclusivo interesse del beneficiario.

Atti per i quali occorre sempre l’autorizzazione del Giudice:

E’ richiesta l’autorizzazione del Giudice Tutelare per:
– acquistare beni, tranne i mobili necessari per l’economia domestica e per l’amministrazione del
patrimonio;
– riscuotere capitali, consentire alla cancellazione di ipoteche o allo svincolo di pegni, assumere
obbligazioni;
– accettare eredità o rinunciarvi, accettare donazioni o legati;
– fare contratti di locazione d’immobili di durata superiore ai nove anni;
– promuovere giudizi, salvo che si tratti di denunzie di nuova opera o di danno temuto, di azioni possessorie o di sfratto e di azioni per riscuotere frutti o per ottenere provvedimenti conservativi.

E’ richiesta l’autorizzazione del Tribunale, su parere del Giudice Tutelare per:
– alienare beni, eccettuati frutti e mobili soggetti a facile deterioramento;
Quando nel dare l’autorizzazione il Tribunale non ha stabilito il modo di erogazione o di reimpiego del prezzo, lo stabilisce il giudice tutelare.
– costituire pegni o ipoteche;
– procedere a divisione o promuovere i relativi giudizi;
– fare compromessi e transazioni o accettare concordati.

Gli atti compiuti senza osservare le norme dei precedenti articoli possono essere annullati su istanza del tutore o del minore o dei suoi eredi o aventi causa.


CHI PUO’ RICHIEDERLO
Può essere richiesta dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal tutore o curatore nonchè dalla struttura presso la quale la persona ammalata e’ ricoverata a causa della sua patologia o dal Pubblico Ministero presso il Tribunale.


ASSISTENZA DI UN DIFENSORE
L’assistenza di un Avvocato e’ indispensabile.


COME SI RICHIEDE E DOCUMENTI NECESSARI
Alla richiesta occorre allegare:
– copia dell’atto integrale di nascita;
– certificato di residenza;
– stato di famiglia;
– documentazione medica specialistica, aggiornata ed esauriente.

Il ricorso si deposita in originale, allegando tre copie a cura dello studio legale incaricato presso l’Ufficio Iscrizione a ruolo.


QUANTO COSTA
– Marca da bollo da € 27,00


TEMPI
Circa un anno e mezzo.


POSSIBILITÀ DI IMPUGNAZIONE
La sentenza del Tribunale e’ appellabile innanzi alla Corte d’Appello.


NOTE
La competenza e’ del Tribunale del luogo dove l’interdicendo ha la residenza o il domicilio.