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Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) – ex artt. da 1 a 5 l. 833/1978

COSA E’        
Il trattamento sanitario obbligatorio e’ uno strumento cautelare rivolto verso una persona affetta da malattia mentale, nella fase acuta della sua situazione di malessere psichico. Tale provvedimento e’ adottato dal Sindaco che agisce nella sua veste di autorità sanitaria locale, con il potere di emettere ordinanze urgenti per imporre coattivamente il ricovero di un soggetto malato in struttura ospedaliera oppure in un altro luogo di cura, al fine di consentire l’applicazione d’idonee terapie. Pertanto il TSO e’ compatibile con la norma costituzionale prevista dall’art. 32 co. 2 della Costituzione: esso si fonda su una proposta che e’ formulata da un primo medico che ha valutato le condizioni del soggetto, mentre ad un secondo medico della ASL spetta la formulazione dell’eventuale convalida.

A seguito di queste due certificazioni, il sindaco può emettere l’ordinanza che dispone il TSO ed e’ tenuto a trasmetterla tempestivamente al Giudice tutelare entro 48 ore dal ricovero. Lo stesso nelle 48 ore successive deve provvedere alla convalida dell’ordinanza sindacale. Se il TSO non viene convalidato, il sindaco deve disporne l’immediata cessazione. Il ricovero può proseguire con il consenso volontario della persona e, in tal caso, non e’ più necessario l’intervento del Giudice.


CHI PUO’ RICHIEDERLO
Il sindaco su proposta del medico specialista e convalida di una struttura pubblica.


COME SI RICHIEDE E DOCUMENTI NECESSARI       
Il sindaco emette l’ordinanza ed, entro 48 ore dal ricovero, tramite messo comunale, notifica il
provvedimento al giudice tutelare nella cui circoscrizione rientra il comune.


QUANTO COSTA        
La richiesta di trattamento sanitario obbligatorio non comporta alcun costo.


TEMPI
Entro 48 ore dalla notificazione del provvedimento del sindaco che dispone il trattamento sanitario obbligatorio.


POSSIBILITA’ DI IMPUGNAZIONE
Chi e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, e chiunque vi abbia interesse, puo proporre ricorso contro il provvedimento convalidato dal giudice tutelare. Le controversie sono regolate dal rito sommario di cognizione. E competente il tribunale in composizione collegiale e al giudizio partecipa il pubblico ministero. Nel giudizio di primo grado le parti possono stare in giudizio personalmente e farsi rappresentare da persona munita di mandato scritto in calce al ricorso o in atto separato. Il ricorso puo essere presentato a mezzo del servizio postale.
Il sindaco puo proporre analogo ricorso avverso la mancata convalida del provvedimento che dispone il trattamento sanitario obbligatorio.
Alle controversie previste dal presente articolo si applica l’art. 21 del Dlgs 01/09/2011, n. 150